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Le ombre inquietanti del Rapporto Migrantes

In Italia la percentuale di chi emigra è superiore a quella di chi arriva nel nostro Paese. È l’amara constatazione del “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes, che ha fotografato il flusso migratorio dei nostri connazionali. Dall’Italia non si è mai smesso di partire - annota il Rapporto - e il numero di cittadini italiani ufficialmente iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) ha superato la popolazione di stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale.


L'8,8% dei cittadini regolarmente residenti sono stranieri (quasi 5,2 milioni), mentre il 9,8% dei cittadini italiani risiedono all'estero (oltre 5,8 milioni). La presenza degli italiani è in tutto il mondo e le comunità più numerose sono, ad oggi, quella argentina, la tedesca, la svizzera, la brasiliana e la francese.


La popolazione straniera in Italia è più giovane di quella italiana. Una popolazione preziosa, visto il calo delle nascite in tutto il nostro Paese.


In particolare, in Basilicata il calo demografico appare ancora più desolante: si è scesi da 5.472 nati nel 2002 ai 3.523 del 2020. Se si aggiunge la continua crescita dell’emigrazione tra la popolazione giovanile, la situazione diventa doppiamente drammatica e rischia di diventare irreversibile.


Vedere il fenomeno migratorio con la lente distorta del folclore, suggerendo ricette assistenzialistiche alla Harry Potter, come fa qualcuno che in passato ha girato il mondo a spese della Regione, è altrettanto dannoso come lo stesso fenomeno che stiamo commentando è che al centro degli studi della Fondazione MIgrantes.


I dati contenuti nel Rapporto Migrantes evidenziano che dal 2006 al 2022 la mobilità italiana è cresciuta dell’87%, soprattutto quella giovanile. A partire sono soprattutto i giovani che, spesso, non fanno più ritorno. Un’emorragia che non si è mai arrestata, con evidenti ricadute negative sullo sviluppo socioeconomico.


La pandemia poi fatto il resto, infierendo così sulle categorie più fragili, tra cui i giovani. Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), voluto fortemente dal Governo Conte II, si è inteso affrontare la crisi sociale ed economica dovuta alla crisi pandemica.


Le tre priorità trasversali del Piano, individuate nella Parità di genere, nei Giovani e nel Riequilibrio territoriale, hanno definito una serie di riforme strutturali di contesto che dovranno accompagnare l’attuazione di politiche attive del lavoro ed imprenditoriali.


Come ho evidenziato in più occasioni, la fuga anche dalla Basilicata, per motivi di studio e di lavoro, è un problema da affrontare con interventi mirati, che riguardano i servizi, il sistema infrastrutturale, le scuole, l’Università, la sanità. In sostanza tutti gli elementi che consentono ad una comunità di essere coesa e di potersi sviluppare nel benessere. Oggi, tutto ciò manca.


Il sedicente “governo regionale del cambiamento” sta dimostrando tutta la sua inconsistenza e impotenza. La “norma bandiera” sui risparmi energetici, che va testata sul campo, in maniera capziosa la si fa passar per un intervento volto a contrastare lo spopolamento. Niente di tutto ciò, in attesa del prossimo psicodramma che offrirà questa maggioranza litigiosa, impantanata e incapace.


Il Consigliere Regionale di Basilicata del MoVimento 5 Stelle

Gianni LEGGIERI

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